Monogamia, Non-monogamia ed Etica delle Scelte
- Diana Piga
- 8 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min

In amore non esiste una scelta senza prezzo. Ogni modello porta con sé piacere e sofferenza: ciò che cambia è il tipo di dolore che siamo disposti ad accettare e il tipo di piacere che vogliamo vivere.
L’essere umano oscilla costantemente tra due bisogni fondamentali: sicurezza e stabilità da una parte, novità e stimolo dall’altra.
Monogamia, non-monogamia etica e tradimento sono solo risposte diverse allo stesso conflitto.
La monogamia: il patto della sicurezza 💍
La monogamia offre radicamento, esclusività, certezza di essere la priorità dell’altro.
Il piacere sta nella centralità reciproca: riduce ansia e incertezza, rafforza il senso di appartenenza.
Il dolore è la rinuncia: niente alternative, rischio di noia e di bisogni affettivi e desideri sessuali messi a tacere.
👉 Funziona bene in alcuni contesti:
-nei primi anni di una relazione, quando passione e affinità sono molto forti;
-in coppie con altissima soddisfazione sessuale e relazionale;
-in coppie con basso interesse sessuale, che privilegiano altre priorità come famiglia, figli, carriera.
Psicologicamente la monogamia è un contenitore stabile. Protegge dal confronto esterno, ma può lasciare nostalgia della libertà.
La non-monogamia etica: due strade diverse 🔓
A. L’apertura sessuale
Qui si decide di mantenere il legame principale ma vivere esperienze erotiche con altre persone.
1. Il rischio dell’innamoramento
Ogni incontro sessuale attiva anche ormoni, fantasie, proiezioni. A volte non è solo fisico. Dire “il sesso è separato dall’amore” funziona in teoria, ma meno nella realtà psichica. Più incontri, più cresce la probabilità di legami multipli.
Ogni apertura sessuale porta con sé la possibilità che nascano sentimenti, perché il sesso non è mai solo fisico.
Se nasce un nuovo amore, possono aprirsi più scenari:
-l’interesse per il legame originario può diminuire, fino a spegnersi;
-l’amore può restare vivo per entrambi, creando una doppia fedeltà;
-questa doppia fedeltà può evolvere in una richiesta di maggiore complessità, fino a configurare una relazione poliamorosa;
-oppure diventa necessario scegliere, rinunciando a uno dei due legami e affrontando un dolore di perdita.
👉 L’apertura non mette a rischio solo la sessualità esclusiva, ma anche la stabilità del sentimento originario. Più apri, più moltiplichi i fronti del desiderio e dell’amore, e quindi anche i pesi delle rinunce.
📌 Sintesi: la non-monogamia non è solo logistica (gestione di gelosie e tempi), ma ampliamento del campo dell’amore. Ogni apertura significa più possibilità di connessione, ma anche più possibilità di ferite.
B. Poliamore o polirelazionalità
In questo modello l’apertura non è solo sessuale, ma relazionale.
Il piacere sta nella possibilità di vivere più amori autentici e riconosciuti.
Il dolore principale è la complessità: gestione di tempi, energie, bisogni di più partner. E, soprattutto, il rischio di non sentirsi mai unici e insostituibili per nessuno 💔.
Qui il prezzo non è tanto la gelosia sessuale, ma il senso di mancanza di esclusività.
Il tradimento: la via non-etica 🚫
Il tradimento cerca le stesse cose della non-monogamia (novità, stimolo, trasgressione), ma senza accordo.
Il piacere nasce dal brivido del proibito e dalla libertà clandestina.
Il costo è alto: colpa, paura di essere scoperti, erosione della fiducia.
A differenza dell’apertura etica, qui non c’è patto: il prezzo si paga sulla stabilità del legame. Spesso il tradimento è la scorciatoia quando manca la capacità di integrare i bisogni dentro la coppia.
Conclusione
Nessuna scelta è indolore
Ogni forma relazionale comporta vantaggi e dolori:
Monogamia → sicurezza, ma rinuncia.
Apertura sessuale → stimolo, ma rischio di innamoramenti multipli.
Poliamore → più amori, ma complessità e minor senso di unicità.
Tradimento → trasgressione, ma colpa e instabilità.
Il dolore non si elimina, cambia forma. La vera scelta è capire con lucidità quale tipo di piacere si vuole vivere e quale tipo di dolore si è disposti a sopportare.
In amore non ci sono vie perfette, ma compromessi.
Non si tratta di chiedersi “quale modello è giusto in assoluto?”, ma “quale modello è giusto per me, ora, conoscendo i costi che comporta?”.
La maturità relazionale non è cercare di sfuggire alla sofferenza, ma imparare a scegliere quale equilibrio tra appagamento e rinuncia possiamo sostenere senza tradire noi stessi.







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